Puttani maschi marchettari

Puttani maschi: ragazzi che vendono il proprio corpo sulle strade.

Puttani maschi: se pensavate che sotto le keywords “annunci escort lusso” si nascondessero solo bellissime modelle giovani, dovrete ricredervi. Esistono anche i puttani, definiti anche marchettari.

Ma cosa porta un uomo a farsi sodomizzare, solo la brama dei soldi? Vediamolo insieme.

Puttani maschi: volevo fare il fotomodello ma mi è andata male.

Massimo è un ragazzino di 18 anni proveniente dalla Bosnia. È alto 1.65 cm e pesa, a dir tanto, 55 kg. Il viso presenta delle deformità. Ha il naso lungo e aquilino, diversi bubboni di origine ignota sparsi su tutto il viso. Il suo racconto è il seguente:

“Dalla roulotte che condividevo con i miei 8 fratelli a Banja Luka, vedevo l’Italia e le sue bellezze artistiche, la moda, il lusso. Nel mio paese io sono considerato un bel ragazzo, avevo tante fanciulle che volevano stare con me, ma non mi piacevano perché sono grasse e sporche e pensano solo a farsi mantenere. Un giorno scappo e mi dirigo a Milano. Io parlo un po’ di Italiano grazie alle trasmissioni di Maria De Filippi che arrivano fino al mio paese.

Mi sono presentato presso diverse agenzie di moda, ma mi hanno scartato tutte. Non riuscivo a comprenderne il motivo. Io sono bello, perché non mi volete? E loro ridevano. Poi una sera è giunta la mia svolta esistenziale: mettendomi al computer, sono incappato nell’annuncio di una accompagnatrice di lusso a Milano, le ho chiesto aiuto, ero disperato. Lei, impietosita, mi ha organizzato un incontro con un suo amico molto ricco.

Lui, vecchio, moscio, molto gay, ma simpaticissimo. Abbiamo trascorso la notte insieme, mi ha offerto 1000 euro per succhiargli il pene e per essere sodomizzato con un anal plug enorme. E così ho cominciato la mia carriera come escort di alto livello.

Il mio cliente milionario, che ormai ho fidelizzato, ha anche promesso di regalarmi una rinoplastica e una cura speciale al viso, così diventerò davvero bello, bello, bello in modo assurdo

Puttani maschi: la storia un mandingo dalle dimensioni molto generose.

“Ormai io per tutti sono “Big one” (quello grosso, N.d.R.) e il mio nome vero non lo saprà mai nessuno. Vengo dal centro Africa, sono scappato dal mio paese dove c’era la guerra. Ero senza soldi ma mi avevano detto che gli italiani hanno il pene microscopico e che con il mio pennello speciale di 32 cm, avrei comunque avuto un futuro come pornostar.

Sono scappato poi dal lager in cui i cari italiani mi avevano rinchiuso, ho rubato la pensione ad una vecchia in fila alla Posta, ho preso il treno pagando anche il biglietto per non destare sospetti e sono quindi arrivato a Nettuno.

Fortunatamente io parlo Francese e non ho avuto alcun problema nel farmi comprendere. Ho trovato tanti amici fuggitivi come me, ma di vendere droga non mi andava. Per un po’ l’ho fatto però e una sera, davanti ad un locale très chic, ho incontrato una escort di lusso a Roma di cui sono diventato molto amico.

Ci siamo visti diverse volte perché aveva bisogno di un bodyguard, e io mi sono prestato volentieri a questo compito. Sono alto 1.98, peso 100 kg. Un pomeriggio lei mi chiede se mi andava di accompagnarla a fare un’orgia con dei clienti pansessuali, possibilisti, molto ricchi, annoiati e pervertiti. Mi dice che per 3 ore la paga è di 2000 Euro. Ci sto, e da quel momento sono diventato un prostituto di lusso anche io”.

Perché esistono i puttani maschi? La storia di un abuso da parte delle istituzioni.

A questa domanda risponde una escort di altissimo livello a Rimini Riccione, Moira, che ci espone quanto segue:

“Due anni fa sono stata contattata da un ragazzino disperato. Non aveva soldi, aveva perso i suoi genitori, era in Italia da qualche mese, lo avevano rinchiuso in una casa famiglia, e nonostante avesse compiuto già 18 anni, non volevano lasciarlo andare.

Ho quindi chiamato un avvocato per lui, affinché potesse andarsene da quella galera. È stato mio ospite per un mese. Era omosessuale, molto omosessuale, praticamente una donna mancata. Ho provato una gran tenerezza ed empatia per lui che nel frattempo aveva cambiato il suo nome in quello di Matilda. Necessitava di interventi chirurgici per poter affrontare la transizione. Quindi ho contattato dei siti di annunci escort, ho messo on line le sue foto, gli ho regalato un telefono e la sua carriera ha preso il via.

Oggi Matilda è una donna stupenda e realizzata. È riuscita a comprarsi un appartamento in centro ed è una delle trans più richieste dal mercato”.

Ulrich, un marchettaro da 50 euro, triste e depresso

Essere puttani maschi non è facile come si pensa. Ulrich ha vent’anni anni appena compiuti e vende i suoi servizi sessuali, senza mettere annunci sui siti escort, a Piazza Trento, a Milano.

Il suo racconto è deprimente.

“Non mi piace questo lavoro, mi fa schifo, mi fa sentire una merda, uno che non vale nulla, ma se non lo faccio, sono morto. Non ho un diploma, non ho neanche quella che voi chiamate 3° media. Cosa dovrei fare per sopravvivere? So già che non potrò continuare a prostituirmi oltre una certa età, perché i clienti, tutti apparentemente etero con famiglie e figli vogliono solo carne fresca.

Il mio prezzo di mercato è basso: prendo solo 50 euro perché mi limito a fare pompini. No, nel culo non lo prendo, mi rifiuto. Se i clienti vogliono farselo infilare, allora ci sto, ma in quel caso chiedo 100 euro.

Questi soldi non mi bastano mai perché per essere bello, devo vestirmi anche in maniera elegante, e i vestiti firmati costano. Inoltre essere un puttano mi ha introdotto nel tunnel della droga. I miei clienti mi regalano botte di coca e io ormai non posso più farne a meno. A volte penso che sarebbe meglio morire piuttosto che continuare con questa vita sporca. Voi non potete avere idea di quanta falsità si nasconda nella società cosiddetta perbene.

Arrivano da me professori universitari, ragazzi della mia età fidanzati, uomini in procinto di sposarsi, tutti con un lavoro solido e una esistenza all’apparenza impeccabile. Quelli troppo perfetti sono i più pericolosi. Mi è capitato spesso di essere minacciato perché non volevo fare orge con altri uomini in botta di cocaina. In quei momenti le bestie dormienti si svegliano e la serata può anche finire in tragedia”.

La prostituzione maschile: le zone hot di Milano

Amadeus, giovane e allegro gay, ci dà informazioni circa le aree più calde per coloro che vogliono divertirsi con i marchettari nella capitale meneghina.

“Oh guarda caro, ti spiego io dove andare a divertirti. Sono il Pr dei frocioni.

Allora, devi andare in Piazza Trento, all’Ortomercato e al Parco Nord. Tu vedrai una marea di bellissimi ragazzetti tutti vestiti Armani, Fendi Prada. Potresti confonderli con teenagers che sono lì a far baldoria, ma in realtà sono prostituti. Come riconoscerli?

Molti di loro si toccano le parti intime e ti guardano, poi il resto viene da sé. Questi ragazzi sono tutti bellissimi, palestrati, molti di colore (sono i migliori).

Non mettono annunci sui siti di accompagnatrici di lusso a Milano per non essere riconosciuti magari dai parenti”.

I prostituti maschi vanno anche con le donne?

A detto quesito risponde Rudolf, famoso accompagnatore, molto macho, presente su portali

per incontri sessuali con escort di alto livello a Padova:

Io sono bisex, faccio sesso anche con le donne, ma ovviamente non sto in strada. Ricevo nel mio appartamento e inoltre le signore non sono come i maschi atavici, nel senso che non vengono in strada a caricarti. Prima analizzano le tue foto in rete, ti chiamano, vogliono sentire un po’ come sei, la tua voce, cosa fai, e poi ti invitano a cena. È tutto molto soft e piacevole. Con gli uomini invece è tutto molto animalesco, violento. Non c’è manco bisogno di parlare e il pericolo è sempre dietro l’angolo. Mi sono morti diversi amici a causa di clienti psicopatici, ma alla legge quelli come noi, clandestini e puttani, non interessiamo. Siamo carne da macello”.

 

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